Erosione costiera a Lazzaro: il grido d’allarme del sindaco Verduci sul porto di Saline

L’ombra dell’erosione costiera torna a spaventare il litorale ionico reggino. Con un intervento dai toni decisi, il sindaco di Motta San Giovanni, Giovanni Verduci, ha espresso forte preoccupazione riguardo ai progetti di riapertura dell’imboccatura del porto di Saline Joniche. Secondo il primo cittadino, intervenire sulla struttura portuale senza una visione d’insieme significherebbe condannare nuovamente il territorio a fenomeni di erosione costiera che negli ultimi trent’anni hanno già devastato chilometri di spiaggia, colpendo duramente la frazione di Lazzaro.

Il rischio di un ritorno al passato per Saline Joniche

Verduci non usa mezzi termini e paragona l’entusiasmo di alcuni rappresentanti istituzionali a un tentativo di “usare paletta e secchiello” per risolvere un problema idraulico e morfologico di proporzioni enormi. Il timore è che il dragaggio e il ripristino dei cassoni del porto di Saline, se non accompagnati da adeguate barriere protettive, possano interrompere quel naturale equilibrio che negli ultimi due anni ha permesso una timida rinascita delle spiagge tra Riace, Lazzaro e Bocale.

Le evidenze scientifiche e i danni storici

Il sindaco richiama decenni di studi accademici e sentenze giudiziarie per supportare la sua tesi. Già nel 2000, illustri esperti come il professor Paolo Boccotti e il rettore Alessandro Bianchi avevano evidenziato come la struttura portuale fosse la causa principale della modifica dei moti ondosi e della cattiva distribuzione dei sedimenti. Una sentenza del Tribunale di Reggio Calabria ha inoltre accertato il nesso di causalità tra la presenza del porto e lo stravolgimento della linea di riva, confermando che quella scelta industriale si è rivelata, nel tempo, “scellerata”.

Un equilibrio naturale da proteggere

Negli ultimi ventiquattro mesi il mare ha iniziato a restituire ciò che aveva tolto, grazie proprio alla chiusura naturale dell’imboccatura del porto che ha ripristinato il trasporto dei sedimenti da sud verso nord. Verduci sottolinea che la comunità di Lazzaro ha investito risorse e sacrifici per difendere il proprio litorale e non è disposta a fare passi indietro. L’infrastruttura può essere un volano di sviluppo, ma non a discapito della sicurezza ambientale e della tenuta delle spiagge.

La richiesta di un confronto urgente

La battaglia di Motta San Giovanni si sposta ora sul piano del confronto istituzionale. Il sindaco ha chiesto un incontro urgente a Francesco Rizzo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, annunciando una ferma opposizione a qualsiasi intervento che non preveda, contestualmente alla riapertura del porto, opere strutturali per la protezione della costa e il ripascimento naturale da Riace Capo fino a Bocale. La difesa del suolo e del futuro turistico dell’area non può più essere oggetto di decisioni parziali o affrettate.

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