Marito e moglie infermieri di Arzignano salvano un bambino su un volo Ryanair per Marrakech

Marito e moglie infermieri di Arzignano diventano eroi per caso a 10mila metri d’altezza. Lui e lei lavorano all’ospedale Cazzavillan di Arzignano, in provincia di Vicenza, per l’Ulss 8 Berica. Ogni giorno sono divisi tra i turni del Pronto Soccorso e gli interventi sulle ambulanze del 118. Nella prima settimana di maggio, però, erano solo due turisti in partenza per qualche giorno di ferie. Il loro volo Ryanair era decollato da Orio al Serio, a Bergamo, con destinazione Marrakech. A circa 40 minuti dall’atterraggio, la vacanza si è trasformata in servizio. L’equipaggio ha lanciato un appello in cabina: servivano medici o infermieri a bordo.

Marito e moglie infermieri di Arzignano non ci hanno pensato due volte. Si sono alzati subito dai loro posti e hanno raggiunto l’assistente di volo. Ad attenderli c’era una madre marocchina in lacrime con il figlio in braccio. Il bambino stava male e aveva bisogno di aiuto immediato. Così, sopra il Mediterraneo, è iniziato un intervento che ha evitato il peggio. La storia, raccontata dal Giornale di Vicenza, ha fatto il giro del web in poche ore.

Chi sono i due infermieri dell’Ulss 8 Berica protagonisti del salvataggio

Lui presta servizio al Pronto Soccorso dell’ospedale Cazzavillan di Arzignano. Lei alterna i turni tra il reparto di emergenza e il 118, sulle ambulanze che coprono il territorio dell’Ovest Vicentino. Sono colleghi da anni, marito e moglie nella vita e compagni di corsia nel lavoro. Abituati a gestire codici rossi, arresti cardiaci e traumi della strada, non si aspettavano di dover intervenire durante il loro primo giorno di ferie.

Partiti da Orio al Serio con Ryanair, volevano solo staccare per qualche giorno e visitare Marrakech. Nello zaino avevano guide turistiche e la voglia di riposare. Invece hanno portato con loro, senza saperlo, gli strumenti più importanti: competenza, sangue freddo e l’abitudine a decidere in fretta. Qualità che fanno la differenza quando mancano minuti all’atterraggio e a bordo non c’è un medico.

Cosa è successo sul volo Ryanair Bergamo Marrakech

Il volo FR4047 era partito regolarmente da Orio al Serio nel primo pomeriggio. Circa due ore dopo il decollo, mentre l’aereo sorvolava il Marocco, la situazione è cambiata. Un bambino di nazionalità marocchina ha iniziato a sentirsi male. La madre ha chiamato il personale di bordo. Le assistenti di volo hanno valutato subito la scena e hanno deciso di chiedere aiuto ai passeggeri.

L’annuncio è arrivato chiaro in cabina: “Se a bordo ci sono medici o infermieri, si presentino al personale”. I due infermieri di Arzignano si sono guardati e si sono alzati senza esitazione. Hanno raggiunto la fila dove si trovava la famiglia. La madre, spaventata, ha affidato loro il figlio. In quel momento il tempo era un fattore critico. Mancavano solo 40 minuti all’atterraggio a Marrakech, ma in quota ogni complicazione può diventare grave.

L’intervento dei due infermieri di Arzignano a bordo dell’aereo

Una volta accanto al bambino, marito e moglie hanno fatto quello che sanno fare meglio: valutare e stabilizzare. Hanno controllato i parametri vitali con i pochi strumenti disponibili sul volo Ryanair. L’equipaggio ha fornito il kit medico di bordo. I due infermieri hanno parlato con la madre per ricostruire i sintomi e capire cosa fosse successo. Hanno rassicurato la donna, che non parlava bene italiano, usando inglese e gesti.

Il bambino presentava segni di malessere acuto compatibili con una crisi respiratoria e disidratazione. I due sanitari hanno messo in atto le manovre di primo soccorso, posizionando il piccolo in modo corretto e monitorandolo minuto dopo minuto. Hanno somministrato ossigeno dalla bombola in dotazione all’aereo e mantenuto i contatti con la cabina di pilotaggio. Il comandante è stato aggiornato in tempo reale sulle condizioni per decidere se chiedere un atterraggio di emergenza.

Atterraggio a Marrakech e arrivo dei soccorsi a terra

Grazie all’intervento dei due infermieri di Arzignano, il bambino si è stabilizzato durante la discesa. Le sue condizioni sono migliorate e il comandante ha potuto proseguire per Marrakech senza dirottare il volo. Una volta a terra, ad attendere l’aereo c’era già un’ambulanza con il personale sanitario marocchino. Marito e moglie hanno passato le consegne ai colleghi, spiegando le manovre fatte e l’evoluzione dei parametri durante il volo.

La madre ha ringraziato in lacrime i due infermieri. Anche l’equipaggio Ryanair ha espresso gratitudine alla coppia per la prontezza e la professionalità. I passeggeri hanno applaudito al momento dello sbarco. Per i due dipendenti dell’Ulss 8 Berica è stato solo “il nostro lavoro”, come hanno dichiarato poi al Giornale di Vicenza. Ma per quella famiglia è stata la differenza tra una vacanza rovinata e una tragedia evitata.

La formazione del 118 e del Pronto Soccorso fa la differenza anche in volo

Questo episodio dimostra quanto sia importante avere personale sanitario addestrato all’emergenza. Gli infermieri del 118 di Arzignano affrontano ogni giorno situazioni critiche su strada. Quelli del Pronto Soccorso del Cazzavillan gestiscono accessi continui, spesso con poco tempo per decidere. È una palestra quotidiana che forma riflessi e capacità di gestione dello stress.

In aereo non ci sono letti, monitor o colleghi a cui chiedere consulto. Ci sono solo un kit base, un fonendoscopio e tanta esperienza. I due infermieri hanno usato protocolli e lucidità. Hanno saputo comunicare con l’equipaggio e con la famiglia nonostante la barriera linguistica. È la stessa competenza che mettono ogni notte nei turni all’ospedale di Arzignano, quando Vicenza dorme e il 118 risponde.

Cosa prevede il protocollo Ryanair per le emergenze mediche a bordo

Tutte le compagnie aeree, compresa Ryanair, hanno procedure precise per i malori a bordo. L’equipaggio è addestrato al Basic Life Support e ha un kit medico conforme alle normative EASA. Se la situazione è grave, il comandante può contattare via radio un servizio di consulenza medica a terra. In casi estremi si valuta l’atterraggio nello scalo più vicino.

La presenza di medici o infermieri tra i passeggeri è però un valore aggiunto enorme. Il personale di bordo può fare tanto, ma non può sostituire anni di esperienza clinica. Per questo l’appello in cabina è prassi quando un passeggero sta male. Sul volo da Bergamo a Marrakech, la fortuna ha voluto che ci fossero due professionisti dell’Ulss 8 Berica, già abituati a lavorare in coppia.

Le reazioni dell’Ulss 8 Berica e della comunità di Arzignano

Dopo la pubblicazione della notizia sul Giornale di Vicenza, sono arrivati i complimenti dell’Azienda sanitaria. I colleghi dell’ospedale Cazzavillan hanno riconosciuto subito i due infermieri e li hanno riempiti di messaggi. Ad Arzignano la storia è rimbalzata sui social e nei bar. “Siamo orgogliosi, ma non stupiti”, ha commentato un medico del Pronto Soccorso. “Lavorano così ogni giorno, anche quando nessuno li vede”.

L’episodio riaccende l’attenzione sul ruolo degli infermieri. Spesso in prima linea, con turni pesanti e responsabilità enormi, sono il cuore dell’emergenza ospedaliera e territoriale. Dal Pronto Soccorso di Arzignano alle ambulanze del 118, fino a un volo Ryanair per Marrakech, la loro professionalità non va mai in vacanza.

Quando la vacanza diventa missione: il giuramento non ha orari

Marito e moglie erano partiti per riposare. Sono tornati con una storia da raccontare e la consapevolezza di aver fatto la differenza. Non cercavano riconoscimenti. Dopo l’atterraggio hanno preso i bagagli e hanno raggiunto l’hotel come tutti gli altri. Solo giorni dopo, grazie al racconto di alcuni passeggeri, la vicenda è arrivata al Giornale di Vicenza.

Questa è la normalità per chi sceglie di lavorare in sanità. L’infermiere del 118 e del Pronto Soccorso non smette mai davvero di esserlo. Che sia ad Arzignano, su un’ambulanza dell’Ulss 8 Berica o su un volo Ryanair da Orio al Serio a Marrakech, l’istint è sempre quello: aiutare. E a volte, a 10mila metri d’altezza, basta alzarsi dal proprio sedile per salvare una vita.

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