21 Luglio 2026 05:47
Morta Zeudi Araya: addio alla “ragazza dalla pelle di luna”, icona di bellezza e cinema
Il cinema italiano perde uno dei suoi volti più iconici e affascinanti. È morta Zeudi Araya, l’attrice e produttrice che, a partire dagli anni ’70, ha rappresentato un ideale di bellezza esotica e magnetica, entrando nell’immaginario collettivo con il film cult “La ragazza dalla pelle di luna”. Scomparsa dopo aver combattuto contro una lunga malattia, lascia un’eredità che va ben oltre il suo ruolo di sex symbol, avendo saputo reinventarsi come produttrice di cinema d’autore, portando avanti con intelligenza e passione il lavoro del suo grande amore, il produttore Franco Cristaldi. Il suo sguardo, definito “gli occhi dell’Eritrea”, ha raccontato una storia unica, quella di una ragazza di Asmara diventata una stella del nostro cinema:
l’arrivo in italia e l’esplosione come icona, Zeudi Araya
La sua avventura nel mondo dello spettacolo inizia quasi per caso. Nata in Eritrea, a Dekemhare, nel 1951, arriva in Italia dopo essere stata eletta Miss Eritrea nel 1969. La sua bellezza folgorante non passa inosservata. È il regista Luigi Scattini a notarla e a volerla come protagonista per una serie di film che ne avrebbero consacrato lo status di icona erotica di quegli anni. Il successo esplode nel 1972 con “La ragazza dalla pelle di luna”, un film che, al di là della trama, diventa un fenomeno culturale proprio grazie alla sua presenza. Zeudi Araya incarna un ideale di femminilità nuovo per l’epoca, un mix di innocenza e sensualità che buca lo schermo e la rende immediatamente riconoscibile e amata dal grande pubblico, che la seguirà in pellicole come “La ragazza fuoristrada” e “Il corpo”.
l’incontro con Franco Cristaldi e la svolta professionale di Zeudi Araya
La vera svolta nella sua vita e nella sua carriera arriva però con l’incontro con Franco Cristaldi, uno dei più grandi produttori della storia del cinema italiano, l’uomo dietro capolavori come “Amarcord” e “Nuovo Cinema Paradiso”. Tra i due nasce un profondo legame sentimentale e professionale. Cristaldi vede in lei non solo la bellezza, ma anche l’intelligenza e l’acume. È lui a spingerla a diradare le sue apparizioni come attrice per affiancarlo nel suo lavoro di produzione. Zeudi impara il mestiere, studia i copioni, partecipa alle decisioni, diventando a tutti gli effetti il suo braccio destro. Un percorso di crescita che la allontana dai ruoli stereotipati degli esordi per proiettarla nel cuore pulsante della macchina del cinema, quello dove le storie nascono e prendono forma.
da attrice a produttrice: un’eredità di cinema d’autore
Dopo la morte di Franco Cristaldi nel 1992, Zeudi Araya non abbandona il mondo del cinema. Al contrario, raccoglie la pesante eredità del marito e prende le redini della loro società di produzione, la Cristaldi Pictures. Dimostra una notevole abilità imprenditoriale e un grande fiuto per le storie di qualità. Sotto la sua guida vengono realizzati film importanti, che spesso portano sul grande schermo opere letterarie di grande spessore.
Zeudi Araya, un impegno culturale radicato nella grande letteratura,
il ricordo di una donna, Zeudi Araya, che ha rotto gli schemi
Ricordare Zeudi Araya significa ricordare una donna che ha saputo essere molte cose insieme. È stata un’icona di bellezza che ha cambiato i canoni estetici di un decennio, una musa per registi e fotografi, ma anche e soprattutto una donna intelligente e determinata che ha saputo guardare oltre l’immagine riflessa nello specchio. La sua transizione da attrice-simbolo a produttrice rispettata è la testimonianza di una forza interiore e di una passione autentica per il cinema in tutte le sue forme. Non si è accontentata di essere “la ragazza dalla pelle di luna”, ma ha voluto essere la donna che dava vita alle storie, che sceglieva i progetti, che scommetteva sui talenti. Una parabola professionale e umana che la rende un esempio di emancipazione e di talento, ben al di là della sua indiscutibile e indimenticabile bellezza.
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