Covid, 17 avvisi di conclusione delle indagini.

Covid, Bergamo. Tra questi ll governatore della Lombardia Fontana, l’ex assessore Gallera,

il presidente dell’Iss Brusaferro e il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli

Franco Locatelli direttore del Consiglio Superiore di Sanità
Franco Locatelli direttore del Consiglio Superiore di Sanità
Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità
Silvio Brusaferro è un medico italiano dal 2019 presidente dell’Istituto superiore di sanità

 

 

 

 

 

Covid. L’ANSA: “è stata chiusa l’inchiesta per epidemia colposa con 19 indagati tra cui l’ex premier Giuseppe Conte,

l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, il Governatore della Lombardia Attilio Fontana e l’ex assessore

della sanità lombardo Giulio Gallera.

Chi porta avanti le indagini?

Il procuratore aggiunto di Bergamo Cristina Rota con i pm Silvia Marchina e Paolo Mandurino, sotto la super visione del Procuratore Antonio Chiappani.

 Conte ha già espresso la sua opinione

“Anticipo subito la mia massima disponibilità e collaborazione con la magistratura – ha commentato l’ex presidente del Consiglio e ora a capo del M5.

Conte ha poi aggiunto:

Sono tranquillo di fronte al paese e ai cittadini italiani per aver operato con il massimo impegno e con pieno senso di responsabilità durante uno dei momenti più duri vissuti dalla nostra Repubblica”.

Il Procuratore Chiappani:

“sono state articolate, complesse e consistite nell’analisi di una rilevante mole di documenti” informatici o

cartacei “nonché di migliaia di mail e di chat telefoniche in uso ai soggetti interessati dall’attività

investigativa, oltre che nell’audizione di centinaia di persone informate sui fatti”.

Speranza in una nota ha affermato:

di aver “sempre pensato che chiunque abbia avuto responsabilità nella gestione della pandemia debba essere pronto a renderne conto”

aggiungendo di essere “molto sereno e sicuro di aver sempre agito con disciplina ed onore nell’esclusivo interesse del Paese”

L’avvocato Jacopo Pensa, legale del governatore Fontana:

“Non avevamo il minimo segnale di partecipare al ‘banchetto’ degli indagati. Fontana era stato sentito come persona informata sui fatti e da allora silenzio assoluto”.

“Apprendiamo prima dai media e senza alcuna notifica formale di essere tra gli indagati”.

E ancora: “Prendiamo atto – spiega il difensore – che la Procura di Bergamo ha sottolineato che la conclusione delle indagini non è un atto di accusa.

Vedremo, vedremo. Non è neanche un atto di difesa”.

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