Dodici ordinanze di custodia

Gravina di Catania, fratricidio al culmine di una lite

Gravina di Catania. Fratricidio al culmine di una lite: fermato dai Carabinieri.

Gravina di Catania 25 Maggio 2023, i Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania, in uno stato del procedimento in cui non si è ancora realizzato il contraddittorio tra le parti, hanno arrestato un catanese 50enne tale Rosario VITALE, cuoco, pregiudicato, in quanto ritenuto responsabile dell’omicidio aggravato ai danni del fratello, Davide VITALE, di 44enni, nullafacente, pregiudicato e tossicodipendente, già sottoposto in passato a TSO. 

La ricostruzione

In particolare, da una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe emerso come nella notte, la vittima si sia presentata all’esterno dell’ingresso dell’abitazione del fratello, sita in via Masaccio di San Gregorio di Catania, minacciandolo con un coltello.

 

Lite violenta

Ne sarebbe quindi scaturita una violenta lite, alla presenza anche del nipote ventenne (figlio di Rosario Vitale), all’esito della quale, l’arrestato avrebbe esploso 3 o 4 colpi di arma da fuoco all’indirizzo del congiunto, 2 dei quali lo hanno mortalmente colpito alla testa e al torace. 

 

Lo spostamento del cadavere

Successivamente, per motivi ancora da appurare, l’autore dell’efferato gesto avrebbe quindi spostato il cadavere all’interno del cortile dell’abitazione, decidendo successivamente di costituirsi e venendo immediatamente bloccato sul posto dai militari dell’Arma. 

 

Gli accertamenti del RIS di Messina

Nel corso dei rilievi effettuati dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale

 

di Catania, è stato accertato come la pistola che sarebbe stata utilizzata per il delitto, è una

 

Beretta cal. 9×21 con matricola punzonata, illegalmente detenuta, che è stata sequestrata per gli

 

accertamenti tecnici del RIS di Messina, insieme al coltello che avrebbe portato con sé il

 

malcapitato.

 

Fin quanto sinora raccolto nel corso delle indagini, il drammatico gesto sarebbe da ricondurre a

 

conflitti di natura familiare che si protraevano da anni. 

 

L’uomo, all’esito delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato tradotto

 

presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza”.

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