Il presidente russo

Il presidente russo contrattacca politicamente parlando, oltre che  militarmente

Il presidente russo scrive sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia

Putin: dichiara di “fidarsi” del rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) pubblicato ieri.

“Certo che mi fido di questo rapporto, l’Aiea è un’organizzazione internazionale molto responsabile e il suo direttore generale è una persona molto professionale”.

Asserendo però che l’agenzia Onu “è sotto pressione da parte degli Stati Uniti e dell’Europa

e non può dire direttamente che la centrale viene colpita dal territorio ucraino”.

La precisazione di Putin:

L’Aiea scrive che è necessario rimuovere l’equipaggiamento militare dal territorio della centrale.

Ma non c’è equipaggiamento militare sul territorio della centrale”, ha proseguito il presidente russo

“i nostri militari sono lì, ci stiamo sparando da soli?”.

Nella struttura si troverebbero frammenti dei missili Himars consegnati da Washington alle forze ucraine.

“L’Ucraina minaccia di minare la sicurezza nucleare, e non è chiaro perché lo stia facendo”, ha concluso Putin

“a che serve creare minacce per l’intera Europa? Ma lo fanno”.

L’energia, nota dolente, cosa sta facendo Putin?

il governo russo sta “attuando tutti i programmi di sviluppo”, in particolare nell’Estremo Oriente.

La Russia è autosufficiente a differenza dell’Europa

“La Russia è forse l’unico Paese capace di essere autosufficiente in termini di risorse naturali” in un momento in cui, ha concluso

“uno dopo l’altro, in Europa stanno scomparendo posti di lavoro e imprese”.

“Non importa quanto qualcuno voglia isolare la Russia, è impossibile farlo”.

Putin punta molto sulla comunicazione e ha la possibilità di farlo, mentre l’Europa è divisa su tutto, anche e soprattutto su come comportarsi.

L’Europa punti sui razionamenti, visto che non riesce a breve termine, a far fronte al fabbisogno energetico

Come? Con la riduzione obbligatoria dei consumi di elettricità nelle ore di punta della giornata.

Abbassando la domanda, ha spiegato la presidente von der Leyen, calerà anche il prezzo.

Quindi la Commissione proporrà dei target obbligatori” di riduzione che ogni Stato membro deve raggiungere.

Una situazione che potrebbe non essere transitoria e neanche efficace, viste le opinioni e interessi diversi di parecchi paesi.

Si rischia di andare in ordine sparso e quindi di non  avere una strategia comune con risultati sottodimensionati, senza contare i malumori dei cittadini e la chiusura di tante attività.

SARA’ UN INVERNO FREDDO E NON PARLIAMO SOLO DI METEO.

 

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