Maltempo in Emilia-Romagna, eventi tragici e responsabilità di tanti che negli anni hanno sottovalutato il cambiamento climatico e non investito in prospettiva.

Maltempo,  Meloni: “Pronti a fare subito un Consiglio dei ministri”, ma si sa che le risposte dei governi, chi più chi meno, forniscono soldi e interventi temporanei.

Il dato che stupisce? Una quantità di pioggia mai vista, che in poche ore ha fatto salire il livello dei fiumi fino a farli esondare.

Si parla di 13000 evacuati e casi che fanno accapponare la pelle:” Il Savio ha trascinato il cadavere per venti chilometri in poche ore.” (ANSA).

E siamo alla conta dei morti: “Sono nove i morti per il maltempo in Emilia-Romagna”. Lo ha detto, al Tg La7, in presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Il dramma c’è e viene affrontato da Protezione Civile e Vigili del Fuoco:

750 vigili del fuoco (di cui quasi 300 nella provincia di Forlì), fra le quali si contano circa 55 unità per il coordinamento degli interventi, 240 soccorritori acquatici, 20 unità specialistiche speleo-alpino fluviali, 65 esperti nelle unità di pompaggio e 15 sommozzatori.

Sono 64 i moduli operativi arrivati da fuori regione (tutte tranne le isole), per un totale di 400 unità. Dei 250 mezzi al momento impiegati nei luoghi colpiti, sono presenti 25 piccoli natanti e 4 anfibi, nonché 10 mezzi di pompaggio.

Ci sono poi 5 elicotteri con 25 unità specialistiche e 10 droni attivi in Emilia Romagna da stasera, con 15 unità specialistiche. Il maltempo non ne aveva consentito finora l’utilizzo.

Le prime denunce a cominciare dal CODACONS:

Il piano approvato con delibera del Cipe n. 35 del 24 luglio 2019 risulterebbe inattuato, e il Piano Nazionale di adattamento dei cambiamenti climatici non risulterebbe mai realizzato.

Tragedie e alluvioni come quella che sta devastando l’Emilia Romagna non sono causate da eventi climatici, ma dall’uomo, poiché con la dovuta attività preventiva sarebbe possibile contenere o scongiurare gli effetti del maltempo sul territorio e sulla popolazione.

Gli abusi edilizi e la omessa pianificazione degli interventi preventivi sul territorio potrebbero essere le cause immediate e principali dei disastri che sempre più frequentemente si verificano in Italia – afferma l’associazione.

Vi sarebbero quindi diversi punti oscuri da chiarire al fine di verificare eventuali responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti in capo a istituzioni nazionali ed enti locali

a partire dall’accertare quali lavori e quali opere previste per la sicurezza del territorio dal punto di vista idrogeologico siano state realizzate, e come siano stati usati i fondi stanziati per tali interventi.”

Per tali motivi il Codacons, con un esposto presentato oggi alle Procure di Ravenna, Bologna e Forlì, oltre che alla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna.

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