Non mi pento di nulla afferma Matteo Messina Denaro, questo per smentire qualche illazione del passato.

Il concorso esterno”? È un reato “farlocco”. Parole di Matteo Messina Denaro pronunciate ai magistrati della procura di Palermo il 13 febbraio.

principali punti delle dichiarazioni:

  1. Concorso Esterno e “Mafioso Riservato”: Messina Denaro descrive il “concorso esterno” come un reato “farlocco” e fa riferimento all’idea di un “mafioso riservato”. Egli sembra suggerire che alcune leggi che affrontano queste questioni potrebbero non essere sufficientemente efficaci nell’affrontare la criminalità organizzata.
  2. Identità e Malattia: Nel corso dell’interrogatorio, Messina Denaro parla del suo cambiamento di identità durante la latitanza, utilizzando il nome “Francesco” e vivendo una vita apparentemente normale in alcune zone. Afferma che la sua malattia lo ha portato a modificare il suo stile di vita e a ritornare nella sua zona di origine.
  3. Ruolo e Coinvolgimento nella Mafia: Messina Denaro nega di essere un mafioso e sostiene di non essere coinvolto in reati come omicidi e stragi. Egli afferma che potrebbe aver avuto affari con la mafia senza rendersene conto.
  4. Omicidio di Giuseppe Di Matteo: Messina Denaro nega il suo coinvolgimento nell’omicidio del giovane Giuseppe Di Matteo, un caso molto noto legato alla mafia. Egli afferma che l’omicidio è stato deciso da Giovanni Brusca e che il sequestro di persona sarebbe una migliore accusa.
  5. Messaggio a Bernardo Provenzano: Messina Denaro ammette di aver scritto a Bernardo Provenzano, un altro importante boss mafioso. Afferma che le loro comunicazioni riguardavano favori reciproci e nega il coinvolgimento in omicidi.
  6. Opinioni su Eventi e Commemorazioni: Messina Denaro esprime alcune sue opinioni personali su eventi e commemorazioni, inclusa una critica a una commemorazione di Giovanni Falcone che ha causato disagi nel traffico.

Si tratta chiaramente di materiale legato a un caso legale e alla storia della criminalità organizzata in Italia.

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