e il fenomeno della gestione illegale dei rifiuti gestito dalle ecomafie passa in Italia per l'alta quota del trasporto di rifiut

TRASPORTO RIFIUTI:  dal 15 giugno la polizia stradale non può piu’ controllare i veicoli europa verde –

Trasporto rifiuti: cambiano le procedure ma l’amministrazione non si adegua nel paese dove è maggiore il trasporto illegale dei rifiuti


Non sorprende che il Governo che nega l’emergenza climatica abbia avvallato una norma del Ministero dell’Ambiente

Norma che invece di aumentare gli strumenti di contrasto al trasporto illegale dei rifiuti con il pretesto di digitalizzare le procedure

toglie alla Polizia della Strada la facoltà di controllare il carico a bordo dei camion che trasportano rifiuti

Per effetto della delibera n 1 del 13 febbraio 2023, entrata in vigore lo scorso 15 giugno 2023, migliaia di veicoli autorizzati dall’Albo Gestori Ambientali

(quindi per il trasporto di rifiuti) possono circolare senza portare al seguito tutti i provvedimenti autorizzativi dell’impresa:

gli basta avere solo un QR code da esibire in caso di richiesta e la cui lettura dovrebbe consentire la visualizzazione in tempo reale della situazione autorizzativa aggiornata dell’impresa

 La Polizia Stradale non potrà più effettuare attività di controllo nei confronti dei veicoli in argomento.


Per poter leggere il QR code, serve una applicazione specifica, disponibile per dispositivi Android e Apple,

denominata “Agest Smart”, che è accessibile solo a seguito di registrazione all’Albo Gestori Ambientali che non dispone l’operatore di Polizia.

Cioè non è dotato di uno smartphone con installata l’applicazione necessaria e per verificare le credenziali di accesso.

Così anche in caso di licenza sospesa, revocata o altre limitazioni per il trasporto il camion potrebbe circolare.

E’ noto che il fenomeno della gestione illegale dei rifiuti gestito dalle ecomafie passa in
Italia per l’alta quota del trasporto di rifiuti sul totale del trasporto merci che è del 12%. La Spagna è al 6,4%

il Regno Unito al 6% e la Francia al 3%. Questa “merce” spesso finisce in depositi che poi spesso prendono fuoco in capannoni periferici, per evitare i costi di smaltimento e il conferimento previsto dalle norme.

Dario Balotta
Europa verde referente trasporti e infrastrutture
Milano 21 giugno 2023

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