Abusi sessuali in Congo: almeno 83 autori, tra cui 21 dell’Oms

L’inchiesta

Una commissione d’inchiesta indipendente, commissionata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ha concluso che almeno 83 persone hanno commesso reati di abusi o sfruttamento sessuale in Congo durante la risposta sanitaria al virus dell’Ebola, tra il 2018 e il 2020.

Le vittime

Le vittime sono principalmente donne e ragazze, ma ci sono anche casi di uomini e ragazzi. Le violenze sono state commesse in diversi luoghi, tra cui centri di trattamento, rifugi e campi profughi.

Gli autori

Tra gli autori dei reati ci sono operatori umanitari di diverse nazionalità, tra cui congolesi, stranieri e membri dello staff dell’Oms.

Le conseguenze

Gli abusi hanno avuto un impatto devastante sulle vittime, che hanno riportato danni fisici, psicologici e sociali. L’inchiesta ha anche evidenziato lacune nei sistemi di prevenzione e protezione degli operatori umanitari.

Le richieste

La commissione d’inchiesta ha raccomandato all’Oms e alle altre organizzazioni umanitarie di adottare misure per prevenire futuri abusi, tra cui:

rafforzare i sistemi di formazione e sensibilizzazione sul tema della violenza sessuale;

migliorare i meccanismi di segnalazione e di intervento; fornire supporto alle vittime.
L’Oms ha preso atto delle raccomandazioni e ha annunciato che sta adottando misure per implementarle.

Conclusione

L’inchiesta sugli abusi sessuali in Congo è un’occasione per riflettere sul ruolo degli operatori umanitari e sulla necessità di garantire la sicurezza e la protezione delle popolazioni vulnerabili.

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