Condomini a rischio, senza fondi, allarme amministratori condominio

 ‘ECondomini a rischio. . ALLARME DEGLI AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO, CONDOMINI A RISCHIO SENZA FONDI IN CASSA

 IL DECRETO LEGGE PUBBLICATO GIOVEDI’ NOTTE TRAVOLGE IMPRESE PROFESSIONISTI E FAMIGLIE ACCELERA LA GRANDE CRISI DEL  MERCATO IMMOBILIARE.

CHE COMPORTERA’ UNA NOTEVOLE RIDUZIONE DEI PREZZI E DELLE COMPRAVENDITE ED UN AUMENTO ESPONENZIALE DEI MUTUI.
E DELLE SPESE DI MANTENIMENTO CAUSATA DALLA  MAZZATA DELLA UNIONE EUROPEA PER EFFICIENTARE LE EMISSIONI

ALLARME AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO : «CONDOMINI A RISCHIO SENZA FONDI IN CASSA»

PER IL PRESIDENTE ANACI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA COMPROMESSA

Un appello al Governo a consultare subito la categoria degli amministratori di condominio.

E l’amara constatazione che con il decreto blocca cessioni si sono provocate reazioni a catena

destinate ad impattare in primis sulla fascia di popolazione economicamente più svantaggiata,

colpendo duramente le aziende ed i tanti professionisti coinvolti nei lavori dell’ex 110 per cento.

Non nasconde la rabbia Francesco Burrelli presidente ANACI , ingegnere alla guida dell’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali Immobiliari dal 2014.

«La decisione del Governo – dice – spazza via tutta la partita della riqualificazione energetica del nostro patrimonio immobiliare

E aggiunge: “proprio nel momento in cui l’Europa è intenzionata a sollecitare interventi in tal senso”.

Condomini a rischio. Aumenterà la morosità in condominio per decisioni prese che si ritenevano a costo zero e che tali non sono.

 Eanche la fine – precisa Francesco Burrelli – «per quelle delibere che alcuni condomìni si apprestavano ad approvare per giocare la partita del 90%».

A cascata – prosegue Francesco Burrelli – «si sono bloccate le Regioni e le Province che per rilanciare

l’economia nei propri territori avevano acquistato i crediti, bloccati i professionisti coinvolti nei vari

passaggi della complessa procedura di avvio dei lavori, con l’amministratore a far da parafulmine dell’intera operazione».

Sanata «questa fase di allarmante criticità bisognerà ripensare a tutta la filosofia dei bonus edilizi.

la sollecitazione di APPC in una nota a firma del presidente Vincenzo Vecchio e del segretario Mario Fiamigi:

” ritornare a immaginare e praticare soluzioni, nello spirito del Piano Fanfani del secondo dopoguerra».

Condomini a rischio. Appello all’unità in questa delicata fase:

«si costituisca subito – chiedono Vecchio e Fiamigi – un tavolo interparlamentare emergenziale

intorno al quale si confrontino tutte le forze politiche e sindacali rinunciando ad istanze populiste e corporative».

Quanto accaduto «non fa bene al mondo del condominio e all’intero Paese» la sintesi del presidente Unai Rosario Calabrese.

Le recenti «decisioni – aggiunge si innestano in una tradizione di improvvisazione, pressappochismo

e scarsa professionalità che ha contraddistinto tutta l’epopea dei bonus e superbonus negli ultimi anni.

Una operazione che poteva invece essere proficua per l’economia del nostro Paese.

L’amministratore – precisa il presidente dell’Unione Nazionale Amministratori d’Immobili, nata 55 anni fa e che dal 24 al 26 Febbraio si riunisce a congresso a Roma

– non era stata figura trattata adeguatamente sin dall’avvio dell’iniziativa ed ora si trova a dover

subire le conseguenze più pesanti nel raccogliere le proteste dei condòmini per lavori che nella gran parte dei casi sono iniziati e nemmeno saranno conclusi».

Giuseppe Bica, presidente dell’ANAMMI conferma  «ancora una volta, nell’occhio del ciclone :

ci sono gli amministratori chiamati a fermare una giostra totalmente fuori controllo e con le armi spuntate, stretti tra le banche, le imprese edili e i condòmini.

All’Anammi il 110% è apparso da subito un percorso ad ostacoli ma, negli ultimi 12 mesi, le cose sono peggiorate».

Accorato l’appello della presidente ANAPIC Lucia Rizzi:

«il Governo fermi il collasso generale del sistema economico che darà l’avvio a un drammatico effetto domino.

Gli amministratori dovranno fare i conti con la riscossione di quote straordinarie che non potranno mai essere recuperate e aumenterà vertiginosamente il contenzioso».

Un altro periodo buio per gli amministratori lo definisce Sabrina Apuzzo di NACA.

«Oggi molti condomìni che a gennaio avevano versato acconti ai tecnici per accedere al bonus 90% o anche 50% con sconto in fattura:

vedono cancellate anche questa ulteriore opportunità.

È venuto meno il legittimo affidamento e la credibilità dello Stato, di un Governo che prima legifera e poi Lunedì 20 febbraio si confronta con le associazioni di categoria coinvolte

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