Arabia Saudita

Medio Oriente: Riad respinge operazioni Israele a Gaza

Re Salman presiede il Consiglio dei ministri dedicato alla crisi mediorientale

il re Salman ha presieduto ieri sera a Riad la sessione del Consiglio dei ministri dell’Arabia Saudita durante la quale sono state respinte le dichiarazioni di Israele riguardanti lo sfollamento dei palestinesi in Medio Oriente. Il governo di Riad si dice contrario anche alla rioccupazione dei palestinesi della Striscia di Gaza e alla costruzione degli insediamenti israeliani in Medio Oriente.

Il gabinetto saudita ha sottolineato l’importanza degli sforzi della Comunità internazionale per attivare meccanismi di responsabilità contro le violazioni del diritto internazionale umanitario da parte di Israele a Gaza.

Inoltre, il governo di Riad ha discusso di iniziative volte a garantire la stabilità del mercato petrolifero. Il governo ha espresso elogi per la dedizione dimostrata dai paesi produttori di petrolio (OPEC) nel loro impegno per la stabilizzazione del mercato.

Poco prima, il principe ereditario Mohammed bin Salman ha ricevuto una telefonata dal primo ministro canadese, Justin Trudeau. Lo ha riferito l’agenzia di stampa saudita “Spa”. Il principe ereditario e Trudeau hanno discusso delle relazioni tra il Regno e il Canada e dei modi per rafforzarle, ha aggiunto SPA. Hanno parlato anche degli sviluppi regionali e degli sforzi compiuti al riguardo per raggiungere la sicurezza e la stabilità a Gaza.

Si è svolto nella notte precedente il summit sulla crisi in Medio Oriente tra il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, e il segretario di Stato degli Stati Uniti, Antony Blinken presso la tenda invernale di AlUla. Durante l’incontro, il principe ereditario e Blinken hanno esaminato gli aspetti delle relazioni bilaterali, le aree di cooperazione congiunta e le modalità per svilupparla per raggiungere gli interessi comuni dell’Arabia Saudita e degli Stati Uniti.

Il principe ereditario saudita ha sottolineato l’importanza di fermare le operazioni militari nella regione, intensificare gli sforzi di aiuto umanitario e lavorare per creare le condizioni per il ritorno della stabilità. Ha inoltre sollecitato un ritorno sulla via della pace che garantirebbe al popolo palestinese di ottenere i propri diritti legittimi e di raggiungere una pace duratura.

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