Massoneria impermeabile alla Mafia? Intervista a Stefano

Massoneria: l’Europa bacchetta la Sicilia, incompatibile richiesta di rendere pubblica l’iscrizione.

vignetta di Sergio Sarri

Massoneria: l’Europa bacchetta la Sicilia, la legge sicula va cambiata, pena ulteriori sanzioni all’Italia se la Sicilia non provvede?

 la Commissione il 22 luglio scorso, entrando nel merito della questione sollevata, ha inviato una richiesta ufficiale all’Italia “di chiarimenti al fine di valutare la compatibilità della legge n.18 del 12 ottobre 2018 con il diritto Ue, compresi i diritti fondamentali riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali”

Dove nasce la questione?

La LEGGE 12 ottobre 2018, n. 18 dice:

Obbligo dichiarativo dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana, dei componenti della Giunta regionale e degli amministratori locali in tema di affiliazione a logge massoniche o similari. (GU 3a Serie Speciale – Regioni n.12 del 23-03-2019)

Precisazione ulteriore della già citata all’articolo 1 comma 2:

 i  componenti
della  Giunta  regionale  che  non  siano  deputati  sono  tenuti   a
depositare la dichiarazione di cui al comma 1  presso  la  segreteria
generale della Presidenza della Regione. 

 “La legge deve essere proporzionata alla finalità legittima perseguita e i dati trattati devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto a tali finalità.

Il trattamento dei dati personali può essere lecito solo se rispetta i diritti e le libertà riconosciuti dalla Carta, compresa la non discriminazione, nonché la libertà di pensiero, di coscienza e di religione e la libertà di riunione e di associazione”.

Tra l’altro si discriminano i rappresentanti politici tra deputi e non, altra anomalia, la coerenza ( in senso restrittivo) non esiste anche su questo punto.

Visto e considerato che non ci sono motivi seri, ponderati e provati che la Massoneria sia un’associazione fuori legge, non si vede il motivo, se non di pura propaganda politica di parte, per l’ostracismo in vigore.

Come avevamo già scritto in passato non e’ che la colpa di uno ( Gelli per essere chiari) vada criminalizzato tutto il settore, altrimenti dovremmo “mettere alla berlina”, interi partiti..

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, cosa prevede?

La Carta dei diritti fondamentali e’ uno degli strumenti di base fondamentali che accomuna e raccoglie i principi della Unione Europea che citiamo:

Articolo 8 -Protezione dei dati di carattere personale

  1. Ogni persona ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che la riguardano.
  2. Tali dati devono essere trattati secondo il principio di lealtà, per finalità determinate e in base al
    consenso della persona interessata o a un altro fondamento legittimo previsto dalla legge. Ogni
    persona ha il diritto di accedere ai dati raccolti che la riguardano e di ottenerne la rettifica.

Tra i diritti si annoverano capisaldi come la libertà umana, il diritto alla vita, all’integrità della persona, la proibizione della tortura e trattamenti degradanti, e diritti di libertà, sicurezza e privacy, vediamo:

Articolo 10 -Libertà di pensiero, di coscienza e di religione
  1. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.
  2. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto,
    l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.
L’articolo 10 tratta espressamente il diritto alla libertà di riunione

Libertà di riunione e di associazione

  1. Ogni persona ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di associazione a tutti i
    livelli, segnatamente in campo politico, sindacale e civico, il che implica il diritto di ogni persona di
    fondare sindacati insieme con altri e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Altri diritti riconosciuti: l’uguaglianza davanti alla legge e la non discriminazione

A questo punto in Sicilia, occorre un cambio repentino di passo, onde evitare ulteriori spese per ricorsi ulteriori e costi economici per i siciliani, già tartassati e in difficoltà per i dissesti finanziari dei comuni.

Condividi sui social