diritti non merce

Mimmo Leonetti, lettera sui diritti.  Stagione dell’abiura del 25 Aprile.
Diritti. L’ ultima frontiera dell’onestà: sempre infatti si abiura per evitare l’autodafé, i berretti da somaro e il supplizio…
C’è abiura e abiura, qualcuna è più alta, qualche altra decisamente meno.

Diritti. C’è infatti chi sa che dopo un’abiura non si potrà mai più essere uguali, e chi invece avendo la forma dell’acqua è forse destinato a tornare al punto di partenza.

il dolore non conosce frontiere, abiura ad essere sentinella del tempo e strillone delle ingiustizie per una gloria che è già cenere.

Il termine ‘abiurare’ richiama per contrasto il ‘giurare’: capiamo subito di essere catapultati in contesti liturgici, solenni — di solennità autentica o ironica. Si tratta in effetti di un negare o rinnegare giurando, e tale era già in latino ” Giurare il falso”

Diritti non  merce. Nella caduta ci sono già i germogli della risalita, fragili ma verdi. Vanno coltivati con premura”. In ogni tua battuta d’arresto c’è qualcosa che puoi sfruttare. Puoi rialzarti e riorganizzare le tue conoscenze (Carl Gustav Jung)

La condanna di Socrate è emessa nel 399 a. C. da un tribunale formato da cinquecento cittadini ateniesi, di fronte al quale è accusato di corrompere i giovani con i suoi discorsi, di non riconoscere gli dèi della città, di volerli sostituire con altri.

La sentenza contro Gesù è decisa dal governatore romano della Giudea, ed eseguita da soldati romani. La crocifissione era la pena che la legge romana riservava ai “ribelli” di ogni tipo, e veniva di frequente applicata in quella provincia considerata dagli occupanti pericolosamente turbolenta.

Su entrambi i processi esiste un’ampia produzione storica e letteraria, e da tempo sono argomento di discussioni, analisi, ricerche.

Il lavoro dell’avvocato Mimmo Leonetti non vuole essere una ricostruzione dei due eventi giudiziari, ma, con un taglio personale, il raffronto tra due messaggi, tra due visioni dell’essere umano di fronte al mistero della vita e della morte.

Né Socrate né Gesù lasciarono nulla di scritto.

Al di là delle testimonianze elaborate da discepoli e seguaci, ci resta l’insegnamento dei loro principi essenziali, come un dialogo sempre attuale, e sempre aperto.

La morte di Socrate rappresentò un dramma della democrazia ateniese, mentre quella del Cristo rappresentò una tragedia per gli ebrei che lo rifiutarono e per tutti coloro che di fronte alle richieste della “sua verità” avrebbero preferito la propria autosufficienza

Avv. Mimmo Leonetti.

articoli da Varese Press
https://casadeglitaliani.it/2024/04/24/stop-numero-chiuso-medici-scontenti/
Condividi sui social