Inghilterra
Nella tarda mattinata del 29 maggio l’Unità .F.A.S.T. (Fugitive Active Search team) ha arrestato in Inghilterra anche il secondo omicida di Formigine

Nella tarda mattinata del 29 maggio l’Unità .F.A.S.T.  (Fugitive Active Search team) ha arrestato in Inghilterra anche il secondo omicida di Formigine

Arrestato in Inghilterra anche il secondo presunto omicida di Formigine

Su segnalazione delle autorità italiane, la F.A.S.T. ha arrestato in Inghilterra anche il secondo presunto omicida di Formigine.

Le autorità inglesi hanno arrestato a Wembley il 21enne cittadino rumeno, eseguendo un Mandato d’Arresto Internazionale, emesso il 14 aprile dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena.

A richiederlo era stata la Procura della Repubblica, in relazione all’omicidio del 41enne Alessandro Gozzoli.

I Carabinieri avevano trovato il corpo dell’uomo il pomeriggio del 10 marzo 2023 nella camera da letto della sua abitazione di Formigine (MO).

Il quarantunenne aveva le mani e i piedi legati. 

Le autorità italiane avevano emesso il provvedimento internazionale valevole in Inghilterra  a seguito di un’ordinanza disposta dal Gip di Modena.

Era stata la procura a richiedere il provvedimento nei confronti del giovane rumeno, gravemente indiziato dell’omicidio, in concorso con un connazionale.

Le autorità italiane avevano già rintracciato ed arrestato il 24 aprile scorso in Romania l’altro indiziato, anche lui cittadino rumeno.

Due cittadini rumeni 

I due cittadini rumeni sono accusati di omicidio volontario, rapina aggravata ed indebito utilizzo di strumenti di pagamento della vittima Alessandro Gozzoli.  

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassuolo, supportati dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Modena, hanno svolto le indagini.

L’attività investigativa ha permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dei due indagati in ordine a tutti e tre i reati contestati.

Inoltre hanno accertato che i due, dal’11 marzo, erano fuggiti dall’Italia separandosi e rendendosi irreperibili.

Collaborazione internazionale 

I militari hanno condotto le indagini in collaborazione con il tavolo di lavoro italiano del servizio di cooperazione giudiziaria in materia penale Eurojust.

Hanno attivato anche l’Unità italiana della rete europea di ricerca latitanti pericolosi E.N.F.A.S.T. della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

Inoltre hanno collaborato con le collaterali Unità FAST Rumena, Tedesca, Austriaca, Polacca, Ungherese, Cipriota e dell’Inghilterra.

La complessa attività collaborativa ha permesso di localizzare anche il secondo indagato in una zona di Wembley dove aveva trovato rifugio.  

Venerdì mattina la polizia inglese durante un appostamento per strada in una zona segnalata ha individuato il giovane rumeno.

I poliziotti lo hanno arrestato e le autorità italiane hanno già avviate le procedure previste per l’estradizione dell’indagato e la sua consegna.

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